La "fortuna" di Marcello Lippi

Questo mito della "fortuna" di Marcello Lippi è uno stereotipo che dobbiamo assolutamente sfatare. Non per fare polemiche, ma per dimostrare come a volte i fatti vengano distorti intenzionalmente per portare l'acqua al mulino di qualcun altro. Per motivi non molto chiari, alcune persone che di calcio non capiscono niente hanno messo in piedi un improponibile confronto tecnico tra Lippi e il suo successore Donadoni. Cioè tra uno che in una lunga carriera ha vinto tutto (o quasi) e uno che è riuscito a farsi cacciare da tutte le panchine che ha occupato (con pessimi risultati).

Dunque, questi tifosi di Donadoni hanno inventato il mito della "fortuna" di Lippi per giustificare l'enorme differenza tra la bacheca vuota del primo e i numerosi trionfi del secondo, che avrebbe secondo loro vinto tutto "per caso".

Vabbé, smontiamo subito la loro tesi: malgrado un Totti menomato da un brutto infortunio occorsogli pochi mesi prima dei Mondiali; un Toni latitante cronico; un Nesta perso definitivamente per la nazionale fin dall'inizio della terza partita dei Mondiali; un De Rossi disgraziatamante squalificato per la maggior parte della Coppa del Mondo; un ambiente a pezzi per via delle polemiche su Calciopoli e per l'incidente a Pessotto; malgrado tutte queste avversità, nessuna delle quali poteva essergli direttamente imputata, Lippi è riuscito a mettere in piedi una squadra che ha segnato 13 gol senza subirne praticamente nessuno (nessun allenatore avrebbe potuto impedire quella sciagurata autorete di Zaccardo né quel rigore inventato dall'arbitro in finale e trasformato poi da Zidane). In pratica, una difesa tatticamente imbattibile, malgrado un assetto trovato per strada, promuovendo (contro il parere degli "esperti") Grosso e Materazzi che si sono rivelati essere le due carte vincenti di questo Mondiale.

Fare di testa propria non significa "avere fortuna", specialmente quando si fa il contrario di quello che dicono tutti gli altri. Fare di testa propria significa invece avere fiducia nelle proprie idee, essere sereni e avere una forza di spirito e una autonomia di giudizio che altri non hanno. Capito, ottusi sostenitori di Donadoni? Andate a rivedervi i video degli Europei...

Un ultimo punto a favore di Marcello Lippi: dopo la malaugurata espulsione di De Rossi, tutti erano arrabbiati con il bravo centrocampista della Roma, alcuni volevano cacciarlo, radiarlo, chissà cos'altro! Marcello Lippi, incurante di tutti gli sventurati consigli delle cornacchie di turno, ha saputo ricostruire il morale di questo ragazzo, continuare a farlo sentire uno del gruppo malgrado la lunga squalifica e recuperarlo per la finale in cui è stato decisivo (e non solo per avere realizzato il suo rigore). Per capire cosa significa avare carattere, abbiamo ripescato il video degli attimi in cui Lippi sceglie i cinque rigoristi che porteranno la nazionale azzurra al trionfo mondiale.

Perciò, bravo signor Lippi, magari tutti i nostri CT fossero capaci come lei!